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La Storia


L'orrido di Pré Saint Didier A partire dall'epoca romana, la vitalità di Pré-Saint-Didier è sempre stata legata alla sua posizione privilegiata e alla presenza di acque termali che l'hanno resa tappa ideale per tutti i viaggiatori che, sin dall'antichità, attraversavano i valichi alpini del Piccolo San Bernardo e del Col Ferret.
A testimoniarlo sono tanto le fonti documentarie, come la Tavola Peutingeriana, copia medievale dell'itinerario alpino del III-IV secolo d.C, quanto le fonti materiali, come i ritrovamenti archeologici di edifici e manufatti romani che fanno ipotizzare la presenza, nella località, di un piccolo presidio militare e, molto probabilmente, di una mansione, antica stazione di sosta deputata al cambio dei cavalli e al ristoro dei viaggiatori.

La vocazione di Pré-Saint-Didier all'accoglienza, al riconforto materiale e al benessere psico-fisico affonda dunque le sue radici in tempi molto lontani, supportata da uno scenario naturale unico al mondo, affacciato sul massiccio del Monte Bianco e su tutta la sua possente catena di alte vette.
Uno spettacolo capace di incantare il cuore di chiunque, con il mutevole spettacolo dei suoi colori, ma anche di incitare all'impresa, con la costante sfida delle sue asperità, il cuore dei sognatori e degli intrepidi. È proprio sulla forza di un incantamento plurisecolare che poggiano, del resto, le fondamenta del “"Bellevue": una suggestione tanto potente da trasformare una dama dell'alta società valdostana, la signora Angela Bordon, in imprenditrice e ospite squisita di eventi di intrattenimento, nell'ormai lontano 1949.

L'orrido di Pré Saint Didier Figlia del possidente terriero valdostano Giuseppe Bordon e di Clotilde Massard,svizzera di nascita, Angela eredita nel cuore di Pré-Saint-Didier una dimora affacciata lungo l'unica strada che allora conduceva a La Thuile e a Courmayeur. L'edificio, un sobrio rettangolo a due piani, aveva ospitato a lungo una stazione di sosta per il cambio dei cavalli e un ricovero per le carrozze e le diligenze dei turisti, soprattutto stranieri, che, a partire dal Settecento, erano rimasti ammaliati dalla sfida offerta dalla catena del Monte Bianco e consideravano la località una tappa fondamentale del Gran Tour continentale, la meta ideale per praticare il nascente alpinismo, o ancora per sperimentare i benefici dell'emergente turismo termale.

Nata sul finire dell'Ottocento, la signora Bordon incarnava la fiducia nel progresso tipica della sua generazione, ma conservava quell'attrazione visionaria per le imprese di grande respiro caratteristica del Romanticismo. Trasferitasi stabilmente a Pré-Sain-Didier nel 1947, insieme all'amatissimo nipote Mauro (figlio del fratello Maurizio) e alla di lui famiglia, la moglie Giustina e la neonata Lilly, Angela avvia un'attività imprenditoriale aprendo prima un emporio (1948) e, l'anno seguente, inaugurando un bar con un ampio salone di lettura e conversazione affacciato sulla catena del Monte Bianco.

Pré Saint Didier Agli inizi degli anni '50 del Novecento, il successo commerciale dell'impresa, assicurato dall'innovativo fenomeno del turismo invernale, e l'amore per la comunità locale, in cui si era ormai perfettamente integrata, sollecitano la signora Bordon a intraprendere un nuovo progetto, trasformando il salone del bar in sala da ballo, con orchestra dal vivo due volte alla settimana. Una vera piccola rivoluzione, negli anni del boom economico italiano, che rese Pré-Saint-Didier meta di svago dei personaggi famosi che soggiornavano nella vicina Courmayeur (tra i quali vale ricordare Umberto Agnelli e i dirigenti e giocatori della Juventus, come Sivori e Boniperti), ma anche occasione di incontro e di raffinato corteggiamento, in un ambiente elegante e alla moda, per tanti valligiani e turisti che all'epoca danzavano in abito da sera e che oggi festeggiano le loro nozze d'oro.

Nel suo libro Morgex cuore della Valdigna (1955), il principe Pietro Amoroso d'Aragona così descrive il complesso di attività: «Ecco il Bar Bellevue con i suoi balconi e le finestre fiorite, meta dei villeggianti e centro di serate da ballo durante l'estate; ecco il Bazar della signora Angela Bordon, fornitissimo di ogni ben di Dio». Un complesso di attività che, con le profonde trasformazioni sociali e di costume innescate dal turismo invernale di massa agli inizi degli anni Settanta, dovette adeguarsi al cambiamento. Ormai anziana, pur mantenendo la proprietà la signora Bordon si ritirò progressivamente dagli affari: era l'epoca della disco music d'Oltreoceano e lo spirito dei tempi nuovi venne abilmente colto dalla famiglia Mancuso che con Valentino inaugurò, nella precedente sala da ballo, l'attività di ristorante, affiancando la struttura a un distributore di benzina, con Silvestro quella di discoteca, il “Ciao Ciao”, mentre Giulia gestiva l'antico emporio, trasformato in negozio di alimentari.

La piazza centrale di Pré Saint Didier Mode e abitudini cambiano rapidamente, soprattutto le esigenze del turista moderno: a percepire la crescente domanda di ristorazione veloce e la nuova funzione di svago e di ritrovo sociale svolto dalla "pizzeria" sono stati i nuovi gestori del ristorante Bellevue, Filippo Campanella e la sua compagna Catherine Herschkovitch, subentrati alla famiglia Mancuso nel 1982 e involontari propiziatori di un'impresa che affonda nell'intraprendenza di un altro sognatore le proprie radici: quando Sergio Bruno, originario di Foggia ma trapiantato a Torino, scopre per la prima volta Pré-Saint-Didier e il Bellevue grazie alla moglie Enza, cugina del Campanella, viene immediatamente stregato dalla possente bellezza dei luoghi e intuisce, come decenni addietro era avvenuto per la signora Bordon, l'enorme potenzialità del locale.

Monumento Si deve tuttavia a un'apparente sventura la realizzazione di un sogno: nel 1985, Sergio viene messo in cassa-integrazione dalla grande industria torinese presso cui era impiegato, proprio mentre la moglie è in attesa della primogenita, Valentina. Rifiutando di piegarsi a una condizione che non sentiva adeguata al suo ruolo di padre e di capofamiglia, ottiene dal cugino acquisito di lavorare come dipendente al ristorante Bellevue. Del resto, quinto di nove figli, sin da piccolo aveva manifestato particolare attenzione nelle operazioni che accompagnano l'apparecchiare la tavola, come se si trattasse di una vera mise en place; una caratteristica innata, forse ereditata dal nonno che gestiva un'osteria a Foggia. In un biennio trascorso a osservare e a imparare gli strumenti dell'arte della ristorazione dai suoi colleghi, Sergio matura la decisione di rilevare l'attività, proprio in concomitanza con la nascita della sua secondogenita, Noemi, e grazie al sostegno dei fratelli, Claudio con la moglie Antonella e Massimiliano, e della moglie Enza, la solida roccia su cui sempre hanno poggiato le fondamenta di tutti i suoi progetti.

Esterno Locanda Bellevue Nel 1987 inizia la grande avventura che, da oltre un ventennio, vede protagonista la famiglia Bruno nell'attività di accoglienza e di ristorazione del Bar Ristorante Pizzeria Bellevue di Pré-Saint-Didier; una professione inaugurata da una frase semplice quanto preconizzatrice, esclamata dall'anziano barbiere locale, soprannominato "Figaro": «Questi sì che si danno da fare!».
I Bruno si danno da fare sul serio e non appena subentrati rifanno fare il forno della pizzeria e impostano l'attività di ristorazione sulla ricerca di qualità e la fidelizzazione della clientela. Parole d'ordine del locale diventano “sorriso” e “accoglienza”, che il carattere spontaneamente affabile dei componenti della famiglia rendono peculiarità oltre modo naturali.

Il sogno di Sergio, però, si spingeva più lontano, pazientemente coltivato in decenni di attività indefessa e a lungo dibattuto con Mauro Bordon, pronipote della signora Angela e proprietario dell'edificio: ristrutturare completamente l'immobile e coniugare l'ospitalità alla ristorazione. Un progetto grandioso, che ha comportato l'acquisto di buona parte dello stabile e la cui realizzazione, intrapresa nel 2007, ha condotto alla creazione di due distinti rami di attività, ricettiva e di ristorazione. L'idea si è trasformata in realtà il 14 febbraio 2009, con la riapertura del nuovo ristorante il giorno di san Valentino, a celebrare sia l'onomastico della primogenita sia l'amore che i Bruno portano verso la loro clientela, e si è compiuta il 21 giugno 2009, giorno del solstizio d'estate, con l'inaugurazione ufficiale dell'albergo: il sogno di una notte di mezza estate.

Famiglia Bruno